Dopo il body shaming, l’hair shaming

Hair shaming
Che cos'è l'hair shaming

Prende il nome di body shaming la nuova forma di bullismo femminile. Pregiudizio, ghettizzazione, esclusione, sono le coordinate su cui si fonda questa nuova forma di violenza, che dilaga, insieme alla crescita direttamente proporzionale dell’imposizione di modelli precisi, di stili, di tendenze e modi di essere. Al body shaming si affianca l’hair shaming, altra forma di violenza e ghettizzazione, che sulla falsariga del body shaming, tende a minare l’autostima e la sicurezza in se stessi.

Il body shaming, è la critica mossa in modo generale al corpo e di conseguenza al peso, all’altezza, alla taglia. Si etichettano le curve, l’evidenza delle stesse, la mancanza di fisicità, la bellezza che non è statuaria. Sulla falsariga di un modello di donna che si propone in una fisicità asciutta e longilinea, la donna madre, dalle forme generose e prospere, diventa oggetto di scherno, diventa vittima del body shaming.

Allo stesso modo l’hair shaming, è il bullismo che muove pregiudizi e accuse sul modo di pettinarsi e tingersi i capelli. E’ un sopruso ed una violenza, identica a quella mossa verso la felicità. Il fine è sempre quello di ledere l’autostima delle donne, e di mettere in risalto la differenza essenziale tra chi viene preso di mira e chi viene invece proposto come modello da seguire.

Le forme di violenza e bullismo proposte dal body shaming e dall’hair shaming sono apparentemente innocue, perché sono entrate a far parte del linguaggio comune e tendono ad essere di conseguenza considerate come normalissime considerazioni, innocue e non offensive. Le stesse donne “praticano” body shaming e hair shaming nei confronti delle donne, creando cosi un circolo vizioso che porta a forme di offese forti e infime.
La maggior parte delle donne non sono soddisfatte dei propri capelli, ed è per questo che si tende a praticare l’hair shaming con tanta superficialità; inoltre ai capelli si associano una serie diversa di concetti: le donne rosse portano male, le more sono più serie, le bionde sono sciocche. Luoghi comuni dunque, che non possono essere sviscerati, se non attraverso una campagna di sensibilizzazione.

Chiara Ferragni, che ha già in passato combattuto il body shaming, oggi invece, combatte l’hair shaming, insieme all’azienda di cui è diventata testimonial, si propone come un modello esempio di tolleranza, e di apertura verso il diverso, il nuovo, verso chiunque desideri sentirsi se stessa, e bene con la propria testa. L’influencer, bionda, ricca e nota, è tutto ciò che viene criticato e reso oggetto di bullismo, ed è per questo che in prima linea lotta per difendere la categoria delle vittime di questi fenomeni.