I video pseudo-hard che girano tra le ragazzine: un caso preoccupante

Video pseudo hard
I video pseudo hard che girano tra le ragazzine

Le nuove generazioni, hanno un approccio immediato e naturale alle nuove tecnologie: il virtuale è il loro mondo, nel quale vivono esattamente a loro agio. I ragazzini, si interfacciano continuamente attraverso i loro smartphone super avanzati: sulle chat si raccontano, si scambiano opinioni, giochi, immagini, foto e video. Il loro mondo è virtuale, per cui tutto ciò che vivono, passa attraverso la rete, attraverso la condivisione di tutto ciò che è la loro vita. Anche le loro esperienze più intime passano attraverso i piccoli schermi per poi essere condiviso. E’ quello che è accaduto ad alcune ragazzine che hanno condiviso materiale video pseudo-hard personali, che sono stati poi girati ad altri.

E’ accaduto nell’avellinese: una ragazzina di 15 anni, ha girato un video in cu metteva in mostra il suo corpo; sono indagate due coetanee di 16 e 17 anni, accusate di aver diffuso suddetto video. Oltre alle due prime indiziate, sono stati accusati altri tre ragazzi; tutti coloro che sono stati interrogati, appartenevano alla stessa cerchia di amici. Il video sarebbe stato girato da terzi, (probabilmente da uno o più indiziati), e mostrerebbe la 15enne senza veli, in atteggiamenti amorosi con il proprio fidanzato. Il video dunque, è stato diffuso con estrema facilità a diversi altri componenti. A denunciare il fatto sono stati i genitori della vittima.

Altro caso preoccupante, è avvenuto a Torino: una sedicenne ed un ventunenne vengono ripresi durante il loro amplesso nel bagno di una discoteca; non sanno che due videocamere stanno immortalando la loro intimità. Il video pseudo-hard, viene diffuso immediatamente ed arriva nuovamente ai destinatari. La vittima in questione, si rivede in video, e rivive quel momento e quel ricordo come fosse un vero e proprio incubo. Quel video pseudo-hard, è stato visionato anche dai suoi professori oltre che da tutta la scuola, il fatto diventa un caso. Uno dei docenti della vittima, la convince a denunciare il fatto alla polizia postale e da li partono le indagini sui possibili colpevoli: quattro profili vengono bloccati, e diversi appelli da parte della polizia, vengono diretti ai colpevoli, al fine di bloccarne la diffusione.

I video pseudo-pornografici, rappresentano un vero e proprio reato se diffusi: viene violata l’intimità, viene violata la dignità, elementi di una personalità che, per chi ha sedici anni, sono estremamente fragili. Inoltre quella che è stata violata è la persona di una minorenne, quindi è stato commesso un reato.